Genova è un comune italiano di 592.995 abitanti, capoluogo dell'omonima città metropolitana e della regione Liguria, sesto comune italiano e terzo del Nord Italia per popolazione, quinto per movimento economico, parte del triangolo industriale Milano-Torino-Genova. La città che appartiene ad un agglomerato urbano di 862.885 abitanti, ed è cuore di una vasta area metropolitana di oltre 1.510.000 abitanti, è il più grande comune della Liguria.
Affacciata sul Mar Ligure, la sua storia è legata alla marineria e al commercio. è nota, tra l'altro, per aver dato i natali a Cristoforo Colombo, Giuseppe Mazzini, Goffredo Mameli e Niccolò Paganini. Il suo porto è uno dei più importanti italiani ed europei. Simbolo "fisico" della città è il suo faro, conosciuto come la Lanterna, mentre viene tradizionalmente rappresentata dalla Croce di San Giorgio, negli stemmi sorretta da due grifoni. Per oltre otto secoli capitale dell'omonima repubblica, Genova è stata citata con gli appellativi di "La Superba" e "La Dominante".
Geografia fisica
La città trova collocazione nella parte centrale e interna dell'omonimo golfo che si affaccia sul mar Ligure. è situata tra la costa e i rilievi dell'appennino ligure-genovese[15], che ha un'altezza media di circa 1200 m.s.l.m. ed è formato da rocce facilmente erodibili, con cime arrotondate e versanti ripidi, incisi da valli scoscese. Nelle valli che si sviluppano in maniera prevalentemente longitudinale, scorrono i torrenti come il Polcevera e il Bisagno e, fuori dal territorio comunale, il Lavagna, che per la brevità del versante marittimo non raggiungono mai lunghezze di rilievo. L'ineguale distribuzione delle piogge, il carattere impermeabile del suolo e il dissesto idrogeologico che caratterizza il territorio urbano, sono fattori che hanno contribuito a rendere irregolare i regimi di questi corsi d'acqua, che alternano piene improvvise e violente con periodi di magra. I rilievi che cingono la città permettono di avere inverni miti (la media di gennaio è superiore di circa 10 °C rispetto alle medie di Milano e Torino), soleggiati e luminosi, ed estati calde e non afose grazie alle brezze marine e alle piogge che sfiorano i 1000 mm annui.
Territorio
La città si snoda su un'ampia fascia litoranea lunga una trentina di chilometri, da Voltri a Nervi, sulla costa ligure, con uno sviluppo quasi uguale da ponente a levante, alle cui spalle si ergono rilievi in immediata prossimità del mare. Nel percorrere la costa occidentale da Sampierdarena a Voltri, disseminata di complessi abitativi e industriali, o quella orientale da Albaro in poi, anche se più scarsa e frammentaria a causa di una diversa situazione orografica, è facile percepire la presenza di ambienti culturalmente autonomi, non alterati dalla conurbazione amministrativa. Dietro la costa e in piccole valli, specie nel Ponente, rimangono ampie testimonianze dell'attività manufatturiera di età moderna, come cartiere e cave di calce, circondate dai segni del modellamento dei terrazzamenti richiesti dall'agricoltura. Situazione che si ripete sulle pendici alte della val Polcevera e della val Bisagno. Genova è una città lineare che si inoltra verso l'interno solo lungo i solchi della val Polcevera e, in minor misura, della val Bisagno. Oltre che lineare, la città si estende anche verticalmente, arrampicandosi sull'ampio retrostante anfiteatro delle colline di Carignano, Castelletto e Albaro su ripidi sentieri pedonali denominati "creuse", con ascensori, funicolari e un complesso sviluppo stradale che dal centro storico porta alle alture[17][15].
La città si estende lungo l'appenino a cui si addossa per ampliarsi nelle due vallate principali la val Polcevera, a Ponente, più ampia e a ridosso del bacino del torrente Polcevera quasi rettilinea e perpendicolare alla costa e la val Bisagno, a levante, più stretta, attorno al bacino del torrente Bisagno con un percorso ondulato tra Prato, prima a ponente, sino a Molassana e poi a sud-ovest sino alla Foce. Il territorio prosegue a levante, nelle valli del torrente Sturla, del Rio Bagnara e del Rio di Nervi. Il territorio col suo golfo, la costa e le alture vede l'alternarsi di diversi paesaggi naturali e caratteristiche ambientali. Si passa da una stretta zona costiera, a rilievi montuosi e collinari. Sviluppata longitudinalmente in orizzontale sulla costa e in verticale sulle alture delle colline e dei rilievi montuosi. La parte più antica della città, per la sua estensione, ne fa uno dei centri storici più grandi d'Italia e d'Europa.
Origine del nome
L'origine del nome "Genova", derivante dal latino Genua, viene fatto risalire ad una radice indoeuropea geneu- ("ginocchio") oppure da genu- ("mascella, bocca"); genu- sarebbe un'allusione alla foce ("bocca") di uno degli antichi corsi d'acqua del sito o la forma dell'insediamento sul mare; a corroborare questa evidenza è il fatto che molti linguisti considerino Genua e Genaua (Ginevra) varianti dello stesso nome. Il ritrovamento di un villaggio dell'età del bronzo in piazza Brignole, la palafitta del 5000 a.C. in piazza della Vittoria e la necropoli etrusca all'Acquasola hanno confermato che i primi insediamenti di Genova sorsero lungo la sponda destra del torrente Bisagno, e secondo il soprintendente dei Beni Archeologici della Liguria, Filippo Maria Gambari, ciò proverebbe l'origine del nome della città da Genaua, termine celtico-ligure dell'età del ferro con il significato di "bocca", proprio perchè nacque come porto fluviale.
Durante il Medioevo il toponimo fu alterato in Ianua, latino per "porta di ingresso", "passaggio" e ciò ha fatto nascere la leggenda che vuole la città prendere il nome dal dio romano Giano, protettore delle porte, perchè proprio come il Giano bifronte, Genova ha due facce: una rivolta verso il mare, l'altra oltre i monti che la circondano. La leggenda di Giano è ripresa da una epigrafe situata nella cattedrale di San Lorenzo sotto una testa di Giano, con la scritta Janus, primus rex Italiae de progenie gigantum, qui fundavit Genuam tempore Abrahae (ossia: Giano, primo re dell'Italia della razza dei Giganti, il quale fondò Genova nel tempo di Abramo) mescolando leggende e antichità di origine diversa.
Secondo altre teorie l'origine del nome potrebbe essere riconducibile ad una parola etrusca, ritrovata su un coccio di vaso, contenente la scritta Kainua, che in lingua etrusca significherebbe "città nuova", oppure derivante dal greco Xenos (Ξένος), "straniero", inteso come luogo di ritrovo di stranieri, caratteristica di una città portuale
Storia
La storia di Genova è la storia dei suoi abitanti che furono (o furono definiti), al tempo stesso, signori del mare, mercanti e guerrieri capaci, se del caso, di inaudita ferocia. Seppero dare vita, in epoca di dominanze, ad una propria repubblica, la Repubblica di Genova, nata dal libero comune, che si resse in otto secoli su diverse forme di governo: dalla forma consolare a quella dogale a quella, infine, oligarchica. La sua politica si fondò comunque sempre su di un disegno di dominio regionale, studiato e portato avanti sin dagli albori, basata, soprattutto sull'influenza delle potenti famiglie che traevano la propria potenza dalle disponibilità economiche tratte dall'attività mercantile.
Il dominio sulla riviera ligure e la costruzione di un'imponente flotta, al tempo stesso militare e mercantile fu di vitale importanza per dare impulso alla nascita di uno stato che per oltre quattrocento anni basò la propria esistenza sulla diplomazia e sulla neutralità, oltre che sul commercio.
Il detto - di autore anonimo - "Genuensis, ergo mercator", ossia "Genovese quindi mercante" - fu mirabile sintesi di quel mercanteggiare così famoso nel mondo sul quale i genovesi basarono un impero coloniale fondato su colonie oltremarine che andava dall'Iraq alle Isole Canarie, dall'Inghilterra alla Palestina (raggiunta fin dalla prima crociata), racchiudendo nel proprio pugno tutto il mar Mediterraneo occidentale e il mar Nero, definito il Lago genovese, e tenendo testa quando non ponendo sotto il proprio controllo tre imperi: quello Svevo, quello Bizantino e quello Asburgico, del quale ultimo i genovesi controllavano l'economia ed il commercio. Caffa, Solcati, Tana, Chio, Focea, Mitilene, Pera non sono che alcune fra le tante Genova che i mercanti della Superba fecero risplendere nei commerci.
Perso il proprio potere sui mari, ma non sui mercati del mondo, nel 1797 l'onda lunga della rivoluzione francese investì anche la repubblica che pagò la sua condizione di neutralità con insostenibili pressioni esterne che la portarono all'occupazione nel 1805 ed alla successiva annessione all'impero napoleonico.
Nel 1814, a seguito della capitolazione di Parigi, Genova fu occupata dalla marina inglese che formò un Governo provvisorio, paventando un ritorno allo status quo ante. Nel 1815, invece, le potenze europee, in gran parte debitrici dell'antico Banco di San Giorgio decisero la soppressione della repubblica e l'annessione al Regno di Sardegna, malgrado i disperati tentativi del doge a Vienna per mantenere l'indipendenza.
Nel 1849 le truppe dei Savoia, agli ordini del generale Alfonso La Marmora, dopo aver represso un'insurrezione causata dal malcontento popolare si resero responsabili di assassinii, rapine, stupri nei confronti della cittadinanza inerme[29].
L'area di influenza di Genova, pur non essendo istituzionalizzata ufficialmente, si estende, per ragioni storiche, linguistiche, culturali, economiche ed infrastrutturali, oltre che a tutta la città metropolitana di Genova e a parte di quelle liguri limitrofe della Spezia e Savona, alla pianura alessandrina, alle aree dell'Oltregiogo (Novi Ligure), del Basso Piemonte e al circondario di Bobbio (in provincia di Piacenza).
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